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I RAGAZZI DEGLI ANNI SETTANTA NON ERANO TUTTI UGUALI PDF Stampa E-mail
BLOG - NEWS
Mercoledì 30 Aprile 2025 00:00
il monumeto in piazza santo stefano
I ragazzi di allora non erano tutti uguali e soprattutto non erano degli stupidi sprovveduti poveri burattini nelle mani di occulti maestri della violenza e dell'estremismo. Gli anni Settanta non si possono offendere e svilire etichettandoli secondo la formuletta tanto di moda degli anni di piombo. Gli anni Settanta sono stati certo anni molto intensi e radicali, anni di grande partecipazione sociale e di grandi conquiste che hanno cambiato la società italiana di cui la lotta armata è stata la coda praticata da una esigua minoranza. Il terrorismo stragista invece è stato nel centro di quegli anni, scientificamente programmato da potentati economici, apparati dello stato e fascisti per fermare l'avanzata democratica. I giovani di allora non erano tutti uguali. Milioni di loro hanno preso coscienza del loro ruolo nella società e si sono mobilitati, hanno partecipato in maniera generosa e alcuni hanno perso la vita per questo loro impegno ma erano dalla parte giusta della storia. Altri giovani hanno fatto altre scelte, si sono schierati con i fascisti, con la parte più retriva della società. Ma eravamo tutti in grado di intendere e volere, non eravamo stupidi e ognuno ha fortemente cercato e praticato il proprio ruolo nella società.

Per questo non può esserci equiparazione, e tanto meno condivisione della memoria perché per alcuni la memoria è quella della Resistenza, delle lotte di liberazione anticoloniale, delle lotte per una democrazia più avanzata, della scuola aperta a tutte/i, dello Statuto dei lavoratori, della liberazione della donna, del nuovo codice di famiglia, del diritto all'aborto e al divorzio. Per altri la memoria sono la Repubblica Sociale, la Grecia dei colonnelli, la scuola d'élite a numero chiuso, la repressione degli apparati dello stato, le stragi. Con le debite proporzioni storiche non abbiamo mai accettato la teoria dei “bravi ragazzi di Salò” e che “ognuno ha fatto la sua parte” e non accettiamo la stessa teoria riguardo agli anni Settanta. Signor sindaco le visite personali, senza fascia, in ricordo dei nostri morti, molti solo a Milano, erano state ben accette ma la proposta di una targa o monumento, quel che sia, alla memoria indistinta dei poveri ragazzi morti in quegli anni è un atto politico che non condividiamo affatto. Tutti abbiamo potuto constatare che tipo di saluto è stato riservato ieri al ragazzo Ramelli. Centinaia di fascisti hanno sporcato per l'ennesima volta la città di Milano con la solita lugubre parata militare terminata con l'esibizione del braccio teso nel saluto romano. Ancora una volta la cruda realtà ha avuto ragione delle storielle sul “ricordo” e non inganna nessuno il giochetto dei La Russa, Frassinetti, etc. del “fascista democratico”, quello della pacificazione al mattino e l'ostentazione violenta della manifestazione nazifascista della sera. D'altra parte come ribadito dal senatore La Russa ognuno ricorda come vuole in riferimento all'oscenità messa in opera a Dongo alcuni giorni fa in ricordo dei gerarchi fucilati.


L'ANTIFASCISMO NON È COMMISTIONE !!!!
 
Associazione Per non dimenticare Varalli e Zibecchi