rielaborazione foto uliano lucas 
L'idea di una società più giusta aveva coinvolto persone,  intelligenze, passioni.

La politica era impegno sociale e individuale, senza ricerca di tornaconti personali.

L'obiettivo era l'emancipazione collettiva, la costruzione di una società più civile e democratica.

Nel 1975 Claudio Varalli e Giannino Zibecchi, come altri giovani, pagarono con la vita il loro impegno.
Foto di Uliano Lucas  (Piazzale Accursio, Milano, 1971) www.ulianolucas.it
 

17 aprile 2026 - 51 anniversario

 locandina
 

6 maggio 2025. L'inaugurazione della mostra
LO SCATTO CHE RACCONTA 

Il video


6 maggio 2025 Inaugurazione della mostra LO SCATTO CHE RACCONTA
svoltasi alla fabbrica del Vapore all'interno dell'iniziativa
'70 All'assalto del cielo.Ancora
Video Gianni Ghezzi

 

All'assalto del cielo. Ancora - Una bella occasione

È stata una bella occasione

Si è conclusa la lunga iniziativa che ha occupato quasi per intero il mese di maggio alla Fabbrica del Vapore, nell’occasione del ricordo del 50° anniversario dell’assassinio di Claudio Varalli e Giannino Zibecchi. Quattro appuntamenti di approfondimento su alcuni dei temi più rilevanti dell’attualità politica collegati all’eredità degli anni Settanta, animati da relatori di alto livello che hanno saputo calamitare l’attenzione del pubblico, davvero numeroso in tutte le occasioni.
Ma soprattutto tre punti di attrazione. Una mostra fotografica – Lo scatto che racconta – che ha saputo restituire il senso politico più profondo del movimento che in quegli ha visto milioni di persone mettersi in gioco per cambiare il mondo. Linea rossa, un grafico cronologico che – anno dopo anno dal 1968 al 1976 – riesce a mostrare il parallelo svilupparsi degli avvenimenti sociali e politici più importanti con il brutale scatenarsi della repressione poliziesca e fascista. E infine il Memoriale dei caduti per mano fascista: il semplice elenco delle oltre 170 vittime e degli oltre 900 feriti causati dalle singole azioni dei gruppi neofascisti, dalle stragi alle singole azioni assassine.
06 maggio 2025Siamo soddisfatti, abbiamo sostanzialmente raggiunto l’obiettivo che ci eravamo posti: rimettere al centro il significato della lotta politica di quegli anni, levarlo dall’ipocrita cono d’ombra di “anni di piombo” per restituirne tutta la forza dirompente che ha cambiato radicalmente la società italiana. Ma anche contribuire a tenere viva l’attenzione sul reale pericolo che corriamo: le destre al governo vogliono cancellare quell’eredità, abolire le conquiste ottenute in quegli anni per ridisegnare uno stato autoritario, senza contrappesi al potere politico ed economico, dove i diritti non sono più riconosciuti e le battaglie per difenderli vengono criminalizzate.
Crediamo di avere dato un contributo significativo per costruire un tessuto di opposizione e di slancio contro questi tentativi.
Questa esperienza non deve rimanere un semplice ricordo, seppure positivo e incoraggiante. Vogliamo organizzare tutto l’imponente materiale esposto in questa occasione in uno strumento digitale che possa rappresentare una testimonianza nel tempo.
Qui potete vedere qualche momento dell'iniziativa: All'assalto del cielo - la pagina dedicata
Un ringraziamento affettuoso a tutti quanti hanno collaborato alla riuscita di questa iniziativa e ai nostri compagni di viaggio: RAM Restauro Arte Memoria e Collettivo Kasciavìt.
Da ultimo un necessario e inevitabile appello.
Nonostante la generosità di quanti hanno contribuito economicamente a sostenere l’iniziativa “All’assalto del cielo”, siamo purtroppo ancora lontani dal coprire le consistenti spese. Siamo costretti a chiedere a tutti quanti hanno a cuore la nostra attività di fare un piccolo sforzo e inviarci un contributo.
Ringraziamo in anticipo, le coordinate bancarie sono:
Associazione Per non dimenticare Varalli e Zibecchi, Iban IT03E0760101600000037475597
 

All'Assalto del Cielo. Ancora - il racconto

All'assalto del cielo. Ancora

ALL'ASSALTO DEL CIELO. ANCORA

Dagli anni 70 ad oggi

Tutto è cambiato, ma i valori e i diritti conquistati negli anni '70 sono la base di una società giusta, democratica, inclusiva.
Per questo la destra al governo li vuole distruggere.

17 aprile 2025 posa delle corone:

in memoria di Claudio Varalli e Giannino Zibecchi:
h 17:30 piazza Cavour
h 18:15 piazza Santo Stefano
h 19:00 corso XXII marzo

La fotocronaca 17 aprile 2025


6 - 24 maggio 2025
Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4, Milano

Martedì 6 maggio h 19
Lo scatto che racconta
Inaugurazione della mostra fotografica
"Il ruolo della fotografia e dell'informazione come testimoni dello sviluppo sociale e politico. Ieri e oggi" e dell'esposizione di "La Linea Rossa. Cronologia dei fatti politici più significativi degli anni '70". Intervengono Uliano Lucas, Mimmo Carulli, Roberto Mutti
La fotocronaca 6 maggio 2025
Il video dell'inaugurazione

Giovedì 8 maggio h 19
Incontro con Davide Conti
Le radici della destra odierna affondano negli anni Settanta. Dallo squadrismo e stragismo all'attacco alla democrazia sostanziale, puntando a una falsa narrazione dello scontro sociale.
La fotocronaca 8 maggio 2025

Martedì 13 maggio h 20.30
Dalle lotte di liberazione al neocolonialismo
Tavola rotonda
Intervengono Andrea Fumagalli, Laura Silvia Battaglia, Elia Rosati
Mentre gli Stati Uniti dichiarano guerra ai loro alleati storici le potenze neocoloniali ridisegnano il mondo
La fotocronaca 13 maggio 2025

Giovedì 22 maggio aprile h 19
Tavola rotonda
Intervengono Cristina Franceschi, Eleonora Cirant, Martina Miccichè
Evoluzione della lotta femminista, dalle piazze alle conquista dei dirittiin tribunale, alla minaccia all'autoderminazione da parte della prima donna Presidente del Consiglio.
La fotocronaca 22 maggio 2025
 

Gli scatti dei maggiori fotografi italiani testimoniano la realtà di quegli anni.
Grazie a Fondazione Franceschi - Archivio Giancarlo De Bellis/Fotogramma - Beppe De Nardin
Le immagini della mostra Lo scatto che racconta

I fatti e le immagini di quegli anni: milioni di persone scesero in piazza per rivendicare diritti, migliori condizioni di vita, di lavoro, di studio e un cambiamento radicale della società.
l'installazione La linea rossa - Cronologia 1968-1976*
 
Dalla strage di Piazza Fontana a quella di Bologna, oltre 150 vittime dei fascisti protetti da servizi segreti e pezzi dello Stato. Le cifre smascherano la narrazione della destra oggi al governo. Il Memoriale ricorda eventi e vittime di quel periodo.
l'installazione Il Memoriale
 

Ringraziamo chi ha voluto collaborare con noi alla riuscita dell'iniziativa:
Collettivo Kasciavìt
Restauto Arte Memoria
*
per motivi tecnici di leggibilità la cronologia è fruibile solo da pc, smartphone e tablet danno una visualizzazione parziale.
 

LO SCATTO CHE RACCONTA

PER NON DIMENTICARE - L'ARCHIVIO FOTOGRAFICO

 

mostra Lo scatto che racconta

lo scatto che racconta

 

MEMORIALE CADUTI PER MANO FASCISTA

PER NON DIMENTICARE - L'ARCHIVIO FOTOGRAFICO

MEMORIALE CADUTI PER MANO FASCISTA
MEMORIALE CADUTI PER MANO FASCISTA  
 

LA LINEA ROSSA

PER NON DIMENTICARE - L'ARCHIVIO FOTOGRAFICO

LA LINEA ROSSA - CRONOLOGIA 1969-1976
la linea rossa - cronologia 1968-1976  
   archivio Per Non Dimenticare

 n.b. per motivi di leggibilità  la cronologia è consultabile solo da pc, la visualizzazione con smartphone e tablet non è fruibile

 

FOTOCRONACA 22 maggio 2025

PER NON DIMENTICARE - L'ARCHIVIO FOTOGRAFICO

FOTOCRONACA 22 maggio 2025
femminismi 22 maggio 2025  
 

FOTOCRONACA 13 maggio 2025

PER NON DIMENTICARE - L'ARCHIVIO FOTOGRAFICO

FOTOCRONACA 13 maggio 2025
  neocolonialismo 13 maggio 2025
 

FOTOCRONACA 08 maggio 2025

PER NON DIMENTICARE - L'ARCHIVIO FOTOGRAFICO

FOTOCRONACA 08 maggio 2025
  chi ha paura degli anni 70
 

FOTOCRONACA 06 maggio 2025

PER NON DIMENTICARE - L'ARCHIVIO FOTOGRAFICO

FOTOCRONACA 06 maggio 2025
  inaugurazione LO SCATTO CHE RACCONTA
 

I RAGAZZI DEGLI ANNI SETTANTA NON ERANO TUTTI UGUALI

il monumeto in piazza santo stefano
I ragazzi di allora non erano tutti uguali e soprattutto non erano degli stupidi sprovveduti poveri burattini nelle mani di occulti maestri della violenza e dell'estremismo. Gli anni Settanta non si possono offendere e svilire etichettandoli secondo la formuletta tanto di moda degli anni di piombo. Gli anni Settanta sono stati certo anni molto intensi e radicali, anni di grande partecipazione sociale e di grandi conquiste che hanno cambiato la società italiana di cui la lotta armata è stata la coda praticata da una esigua minoranza. Il terrorismo stragista invece è stato nel centro di quegli anni, scientificamente programmato da potentati economici, apparati dello stato e fascisti per fermare l'avanzata democratica. I giovani di allora non erano tutti uguali. Milioni di loro hanno preso coscienza del loro ruolo nella società e si sono mobilitati, hanno partecipato in maniera generosa e alcuni hanno perso la vita per questo loro impegno ma erano dalla parte giusta della storia. Altri giovani hanno fatto altre scelte, si sono schierati con i fascisti, con la parte più retriva della società. Ma eravamo tutti in grado di intendere e volere, non eravamo stupidi e ognuno ha fortemente cercato e praticato il proprio ruolo nella società.

Per questo non può esserci equiparazione, e tanto meno condivisione della memoria perché per alcuni la memoria è quella della Resistenza, delle lotte di liberazione anticoloniale, delle lotte per una democrazia più avanzata, della scuola aperta a tutte/i, dello Statuto dei lavoratori, della liberazione della donna, del nuovo codice di famiglia, del diritto all'aborto e al divorzio. Per altri la memoria sono la Repubblica Sociale, la Grecia dei colonnelli, la scuola d'élite a numero chiuso, la repressione degli apparati dello stato, le stragi. Con le debite proporzioni storiche non abbiamo mai accettato la teoria dei “bravi ragazzi di Salò” e che “ognuno ha fatto la sua parte” e non accettiamo la stessa teoria riguardo agli anni Settanta. Signor sindaco le visite personali, senza fascia, in ricordo dei nostri morti, molti solo a Milano, erano state ben accette ma la proposta di una targa o monumento, quel che sia, alla memoria indistinta dei poveri ragazzi morti in quegli anni è un atto politico che non condividiamo affatto. Tutti abbiamo potuto constatare che tipo di saluto è stato riservato ieri al ragazzo Ramelli. Centinaia di fascisti hanno sporcato per l'ennesima volta la città di Milano con la solita lugubre parata militare terminata con l'esibizione del braccio teso nel saluto romano. Ancora una volta la cruda realtà ha avuto ragione delle storielle sul “ricordo” e non inganna nessuno il giochetto dei La Russa, Frassinetti, etc. del “fascista democratico”, quello della pacificazione al mattino e l'ostentazione violenta della manifestazione nazifascista della sera. D'altra parte come ribadito dal senatore La Russa ognuno ricorda come vuole in riferimento all'oscenità messa in opera a Dongo alcuni giorni fa in ricordo dei gerarchi fucilati.


L'ANTIFASCISMO NON È COMMISTIONE !!!!
 
Associazione Per non dimenticare Varalli e Zibecchi

 

 

RACCONTARE GLI ANNI SETTANTA È PARLARE DI OGGI

 Nel cinquantesimo anniversario dell’assassinio di Claudio Varalli e Giannino Zibecchi una serie di iniziative per costruire consapevolezza sul valore delle conquiste che sono gravemente minacciate.

copertinaGli anni Settanta. Una serie formidabile di conquiste di diritti. Dal lavoro alla salute, dalla scuola ai diritti civili, dalle libertà personali e collettive alle riscosse sociali ed economiche, lo sviluppo dei movimenti operaio, studentesco, femminista e giovanile ha segnato, in quegli anni, la storia d’Italia.

Contro queste conquiste è stato mobilitato un apparato tentacolare di repressione, con forze fasciste e reazionarie in stretta alleanza con settori importanti delle strutture dello Stato.

Oggi il governo e i potentati economici che fanno del liberismo una religione tentano l’assalto alla Costituzione e proprio a quei diritti, quelle libertà civili e politiche frutto delle battaglie di quegli anni.

E in parallelo tutte le forze neofasciste che hanno ormai conquistato un’insperata legittimità vogliono la rivincita nei confronti della Resistenza tentando di riscrivere la storia.

Diventa così fondamentale raccontare quanto avvenuto negli anni Settanta perché significa chiarire l’origine della stagione dei diritti e significa fare conoscere alle nuove generazioni l’importanza di quelle conquiste.

Vuol dire smascherare l’inganno di una narrazione che appiattisce il valore di quelle battaglie nella formuletta dei cosiddetti “anni di piombo”, quando invece ben prima dell’avvento del brigatismo e affini un impetuoso movimento di massa fatto di milioni di individui era stato protagonista del cambiamento del paese.

Vuol dire denunciare chi quel movimento ha tentato di fermare con la violenza e le stragi e che oggi, dagli scranni del governo, cerca di occultare e mistificare. 

Negli anni Settanta si viveva collettivamente, nel mondo si combattevano molte guerre, ma erano di liberazione e i protagonisti di quelle battaglie erano punti di riferimento.

Oggi siamo attorniati da guerre di conquista e di annientamento, non esiste un movimento di massa che faccia sentire la sua voce, e prevale un senso di isolamento.

Serve una difesa coraggiosa e forte di quei principi di democrazia e partecipazione che negli anni Settanta hanno costruito le basi politiche e sociali che la destra vuole smantellare.

Raccontare per fare conoscere e per costruire una nuova resistenza.

Per questi motivi in occasione del cinquantesimo anniversario dell’assassinio di Claudio Varalli e Giannino Zibecchi proponiamo un’iniziativa che contenga occasioni di racconto, confronto e costruzione di prospettive.

L’organizzazione di questa iniziativa è complessa e articolata e prevede anche la realizzazione di molti materiali per raccontare i fatti accaduti.

Chiediamo quindi a tutti quanti hanno sempre seguito l’attività di ricordo di Varalli e Zibecchi  un contributo economico  sul conto corrente postale 37475597 intestato a 
Per non dimenticare Claudio Varalli e Giannino Zibecchi: IBAN IT03E0760101600000037475597
Per maggiori informazioni: www.pernondimenticare.net                      LA PAGINA DEDICATA

Associazione Per non dimenticare Claudio Varalli e Giannino Zibecchi

RAM Restauro Arte Memoria - Collettivo Kasciavìt

 

IL PROGRAMMA

PROGRAMMA PAGINA 1
PROGRAMMA PAGINA 2

  un contributo economico  sul conto corrente postale 37475597 intestato a 

Per non dimenticare Claudio Varalli e Giannino Zibecchi: IBAN IT03E0760101600000037475597


 

FOTOCRONACA 25 aprile 2025

PER NON DIMENTICARE - L'ARCHIVIO FOTOGRAFICO

FOTOCRONACA 25 aprile 2025
 
25 aprile 2025 
 
 

FOTOCRONACA 17 aprile 2025

PER NON DIMENTICARE - L'ARCHIVIO FOTOGRAFICO

FOTOCRONACA 17 aprile 2025
 
 
 
 

17 aprile 2025

 

Cinquant’anni fa si moriva per un mondo più giusto

Il 16 e 17 aprile 1975 Claudio Varalli e Giannino Zibecchi venivano uccisi dai fascisti e dai carabinieri. In quegli anni un formidabile movimento di massa voleva cambiare radicalmente la società e riuscì a ottenere conquiste e diritti di enorme importanza.
Oggi, cinquant’anni dopo, le destre e i fascisti al governo li vogliono smantellare.
Non basta ricordare il sacrificio di chi ha dato la vita per ideali di libertà e giustizia.
Bisogna difendere le conquiste e raccontare perché le battaglie degli anni ’70 sono attuali.
 
Giovedì 17 aprile posa delle corone alle lapidi
h 17.30         Piazza Cavour
h 18               Piazza S. Stefano
h 19               Corso XXII marzo
 
6-24 maggio Fabbrica del Vapore
All'Assalto del Cielo. Ancora 
Mostra fotografica 
Linea Rossa – cronologia politica 1968-1976
Memoriale dei caduti per mano fascista
Incontri
Dibattiti

Chi vuole può versare  un contributo economico  sul conto corrente postale 37475597 intestato a 

Per non dimenticare Claudio Varalli e Giannino Zibecchi: IBAN IT03E0760101600000037475597
A presto con il programma completo.
 
 
 

FOTOCRONACA 16 aprile 2025

PER NON DIMENTICARE - L'ARCHIVIO FOTOGRAFICO

FOTOCRONACA 16 aprile 2025
 
16 aprile 2025 all'Istituto Varalli    16 aprile 2025 Il sindaco Sala depone un omaggio alla stele dedicata a Varalli e Zibecchi
 
 

Sono passati 50 anni


Ad aprile ricorre il cinquantesimo anniversario dell'assassinio di Claudio Varalli e Giannino Zibecchi. Oltre agli omaggi del 16 e 17 aprile alle lapidi di piazza Cavour e corso XXII Marzo e al monumento di piazza Santo Stefano, abbiamo pensato di organizzare un’iniziativa che includa momenti di racconto, confronto e costruzione di prospettive.
L'evento, intitolato "All’assalto del cielo. Ancora. Dagli anni ’70 a oggi", si svolgerà dal 6 al 24 maggio presso la Fabbrica del Vapore a Milano. In questo spazio esporremo fotografie, materiali, proiezioni e terremo incontri di approfondimento, organizzati insieme a RAM Restauro Arte Memoria e Collettivo Kasciavit. L'iniziativa si concentrerà sui valori che sono alla base delle conquiste degli anni ’70: diritti sul lavoro, salute, istruzione, diritti civili, libertà personali e collettive, e riscatto sociale ed economico.
Raccontare per far conoscere, creare consapevolezza e una nuova, cosciente, ragionata resistenza. È fondamentale raccontare quanto avvenuto negli anni ‘70 per chiarire l’origine della stagione dei diritti e far conoscere alle nuove generazioni l’importanza di quelle conquiste. Oggi è indispensabile una difesa coraggiosa dei principi di democrazia e partecipazione che negli anni ‘70 hanno costruito le solide basi politiche e sociali che la destra vuole smantellare.
Oggi, il governo e i potenti economici cercano di attaccare la Costituzione e quei diritti, libertà civili e politiche frutto delle battaglie di quegli anni. È necessario smascherare l’inganno di una narrazione che appiattisce il valore di quelle battaglie nella formuletta dei cosiddetti “anni di piombo”.
L’organizzazione di questa iniziativa è complessa e articolata e prevede anche la realizzazione di molti materiali  per raccontare i fatti accaduti.
Chiediamo quindi a tutti quanti hanno sempre seguito l’attività di ricordo di Varalli e Zibecchi un contributo economico che può essere versato sul conto corrente postale 37475597 intestato a 
Per non dimenticare Claudio Varalli e Giannino Zibecchi: IBAN IT03E0760101600000037475597
A presto con il programma completo.
Grazie per l’attenzione e per la partecipazione.
 
 

Per ricordare Roberto

 ci troveremo martedì 4 febbraio alle 18:30 presso ChiAmaMilano in via Laghetto 2.
La camera ardente è allestita presso la Casa Funeraria San Siro di via Corelli 120 fino a lunedì dalle 8 alle 17.