Il 25 maggio 1975 Alberto Brasili viene aggrdito con la sua ragazza in via Mascagni da una squadraccia fascista e accoltellato a morte, la ragazza fortunatamente si salva.
È l'ennesima aggressione fascista che avviene in quegli anni, solo un mese prima Claudio Varalli viene ucciso in piazza Cavour con un c

olpo di pistola. La strategia messa in campo dai gruppi neofascisti punta a spaventare chi è impegnato nelle battaglie per la democrazia e per una società più giusta, in piena sintonia con un disegno più ampio: sono infatti gli anni di stragi orrende come quella di piazza della Loggia a Brescia e del treno Italicus e delle trame golpiste messe in atto dagli intrecci tra importanti settori politici e militari, servizi segreti e P2.
Sembra tanto tempo fa, sono passati quasi quarant'anni, ma la nostra resta una democrazia incompiuta a dispetto del sacrificio di tanti giovani lavoratori e studenti caduti nel corso di quella che è stata una vera Nuova Resistenza.
Oggi assistiamo nuovamente al tentativo di gruppi nazifascisti di conquistarsi uno spazio di legittimità e di azione, tollerati e incoraggiati dalle forze di polizia che fingono di non vedere le aggressioni e i reati – anche di apologia del fascismo – che vengono compiuti, mentre sono sempre molto solleciti nel reprimere qualsiasi protesta avviata dagli studenti o dalle realtà di base che operano sul territorio.
Milano democratica e antifascista non può restare a guardare l'oltraggio alla sua storia e alla sua dignità e deve mobilitarsi per spingere anche le istituzioni ad assumersi le loro responsabilitàLa grande mobilitazione antifascista del 29 aprile contro la parata nazista di Città Studi ha dimostrato che l'attenzione è viva e la volontà di lotta è forte.
Per questo ricordare i giovani che hanno perso la vita per mano fascista non è un semplice esercizio della memoria. Tenere vivo il ricordo del loro sacrificio significa combattere per costruire oggi una vera democrazia e cancellare per sempre chiunque voglia rivalutare il passato.
Se tutti hanno diritto a esprimere le loto opinioni questo non vale per i fascisti. La storia e la Resistenza li hanno confinati per sempre nella pattumiera sociale.