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Fascisti su Marte? No sul web PDF Stampa E-mail
BLOG - NEWS
Mercoledì 09 Giugno 2010 20:49

C'era da aspettarselo. Quarant'anni fa i fascisti schedavano segretamente gli studenti più attivi nelle lotte e li aggredivano con modalità diverse: davanti alla scuola, sotto casa, nel quartiere. Con spranghe, coltelli e pistole. Oggi, nonostante in quanto fascisti siano geneticamente incapaci di evolvere nel cervello, sono sensibili agli strumenti della seppur odiata modernità (se lo sapesse Evola) e quindi utilizzano il web. Non solo per mettere in rete il prodotto di presunte analisi che in realtà sono la patetica rimasticazione del solito ciarpame razzista, antisemita, anticomunista e in estrema sintesi contro qualsiasi senso di convivenza civile, ma per proseguire nello sport che più piace loro: l'aggressone fisica del cosiddetto nemico.
E così nei giorni scorsi uno di questi siti della destra estrema ha lanciato una taglia per chi fosse andato a "punire" gli studenti di sinistra del Manzoni, indicando alcuni nomi e quindi istigando apertamente all'aggressione.
Per carità, poi sono consapevoli di vivere in Italia, il paese dove la contraffazione e il millantato credito sono di casa e quindi per pagare la ricompensa era necessario esibire la prova, con tanto di foto del telefonino o altro dispositivo prodotto dall'odiata società occidentale filoamericana.
Lo sport nazionale è lanciare il sasso e nascondere la mano, quindi i poderosi camerati hanno repentinamente ritirato il singolare bando che ricorda i celebri manifesti "wanted" dei film western.
Guai a riderci sopra, perché questi non sono esempi di delirio etilico di qualche camerata con in pancia qualche birra di troppo, sono esempi di una lucida strategia che pian piano cerca di fare passare come normalità comportamenti che da quarant'anni erano stati messi al bando.
Oggi si dice che partigiani e repubblichini sono uguali, domani si afferma la necessità per chiunque - anche nazisti e negazionisti - di proporre le proprie idee, poi si passa alla presunta goliardata e tutto diventa normalità.
Sappiamo che la malattia peggiore di questo paese sono l'assuefazione e l'indifferenza e allora salga forte la voce di chi dice: i fascisti non hanno diritto a dire e fare nulla, con loro il discorso si è chiuso nel 1945.
Occorre reagire, fare capire alla gente la gravità di queste iniziative e anche organizzare la resistenza contro le aggressioni.
C'è bisogno di antifascismo.


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