CERCA

dal nostro archivio

  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
Franca ci mancherà PDF Stampa E-mail
BLOG - NEWS
Venerdì 31 Maggio 2013 13:34

Franca RameÈ davvero un anno nero questo 2013 che ci porta via, uno dopo l’altro, tante belle persone. Dopo Mariangela Melato, Enzo Jannacci e don Gallo anche Franca Rame. È la legge del tempo, si dirà, che è sempre crudele. Ma lo è ancora di più quando ad andarsene sono persone che hanno lasciato un segno nelle coscienze. Franca Rame lo ha lasciato non solo nel ricordo dei milanesi ma in tutta Italia e anche all’estero. La bravura artistica non è in discussione, quel talento così naturale e insieme frutto della costruzione che nasce dal lavoro quotidiano che l’artista fa su di sé era prorompente e di presa immediata. Una sintesi a dir poco mirabile, quasi magica,nasceva sul palco quando la coppia Franca Rame e Dario Fo scaldava i motori e sapevi che qualcosa di straordinario sarebbe avvenuto.

Ma questo si potrebbe dire anche di altri – anche se non molti – artisti. La diversità di Franca e di Dario è stata il mettere il talento al servizio di una sola grande causa politica e sociale: quella di difendere i deboli, di denunciare le ingiustizie, di additare complicità e nefandezze, senza mezze misure: anche a costo di mettersi contro l’establishment della sinistra tradizionale. Quello ufficiale, del potere sempiterno, l’aveva giurata a morte ai due improvvidi guitti e li ha messi alla berlina molto presto.

Furono cacciati dalla televisione di stato nel 1962 perché, nell’edizione di Canzonissima a loro affidata, si permisero di portare nelle case degli italiani – con l’arma tagliente della satira – temi scottanti come la mafia, lo sfruttamento, la miseria, le morti bianche. La sigla del programma era una canzoncina apparentemente innocua che diceva ...”Facciam cantare gli orfani, le vedove che piangono…”. Intollerabile per l’Italia democristiana.

La storia artistica di Fo e Rame è stata caratterizzata da centinaia di spettacoli, scritti, libri che hanno contribuito a diffondere idee, informazioni, cultura vera e consapevole. Potremmo definire Franca Rame una instancabile attivista dei diritti umani, dovunque serviva attirare l’attenzione su un dramma, su un’ingiustizia lei era in prima fila e per questo ha pagato un prezzo personale altissimo, come tutti sanno.

A volte si poteva eccepire su alcune analisi politiche che Franca esprimeva, ma sempre il personaggio era profondamente sincero, genuino, coraggioso e soprattutto generoso. Avrebbe potuto ritagliarsi un ruolo più comodo, soprattutto con il passare degli anni, ma ha sempre scelto di spendersi senza calcoli. Dalla parte degli ultimi e di chi aveva bisogno.

In questo mondo così degradato, volgare e squallidamente utilitaristico persone come Franca Rame ci mancano da morire.