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Nessuno del Governo all'anniversario della strage di Bologna PDF Stampa E-mail
BLOG - NEWS
Sabato 31 Luglio 2010 16:42

Due agosto, assente il governo nessun ministro verrà a Bologna

Per la prima volta sarà solo il Prefetto a rappresentare il governo: nessun ministro incontrerà i parenti degli 85 scomparsi. Idv: "E' uno schiaffo alle vittime"

di LUIGI SPEZIA

Due agosto, assente il governo nessun ministro verrà a Bologna

 
Sarà il prefetto Angelo Tranfaglia a rappresentare il governo alle celebrazioni nel trentennale della strage della stazione. È la prima volta che succede in trent´anni, la comunicazione è arrivata in serata alla Prefettura. "Il prefetto è solito rappresentare il governo in varie cerimonie - hanno detto ieri sera dalla Prefettura -. E´ normale. Non ci hanno detto altro da Roma, non sappiamo i motivi di questa decisione. Non abbiamo alcun commento da fare".

La decisione è comunque clamorosa, anche se evidentemente legata alla delicatissima congiuntura politica dovuta allo scontro tra berlusconiani e finiani. L´anno scorso il ministro per Bologna fu indicato all´ultimo minuto, il nome di Sandro Bondi venne comunicato alle agenzie da palazzo Chigi solo il 31 luglio, dopo la rinuncia di Alfano. Oggi è appunto il 31 e la decisione è stata presa, a meno di un ripensamento dell´ultima ora. Non dovrebbe stata essere la questione delle contestazioni ai ministri sul palco ad aver frenato il governo perché quest´anno è stato deciso che il rappresentante del governo parli nella sala del consiglio comunale. Ma l´anno scorso c´era stata anche questa minaccia: dopo i fischi a Bondi, il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto, spalleggiato dai parlamentari emiliani che parlavano di modalità diverse di partecipazione, annunciò: "Non è scritto da nessuna parte che il ministro venga invitato per essere insultato".

IO NON DIMENTICO Lo speciale di Repubblica

Quest´anno ci sarà dunque il prefetto Tranfaglia a parlare in consiglio comunale mentre dopo il corteo, sul palco sotto l´orologio della stazione fermo alle 10,25 parleranno due trentenni, Camilla Andreini e Rossella Zuffa.
Una vigilia agitata anche quest´anno dalle solite polemiche sulla verità giudiziaria stabilita nelle sentenze definitive. Ieri il vicecoordinatore del Pdl Galeazzo Bignami ha riaffermato la sua convinzione sull´innocenza di Valerio Fioravanti e Francesca Mambro ed ha accusato Paolo Bolognesi, presidente dell´Associazione dei familiari, di "difendere una verità ideologica». Replica di Bolognesi: «Bignami dovrebbe fare solo un piccolo sforzo: leggersi gli atti del processo".

I famigliari: "Evitano i momenti delicati". Paolo Bolognesi, presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime del 2 agosto: "Anche da Borsellino non c'era nessuno, non vorrei che fosse una nuova strategia governativa quella di evitare i momenti delicati. Mi auguro che ci ripensino e che prima di domani sera si sappia che viene qualcuno. Avevamo fatto di tutto per avere risposte dal Governo sul segreto di stato e sui risarcimenti, così invece non ce ne saranno".

Idv: "Uno schiaffo alle vittime". "Il governo dà uno schiaffo alla memoria delle 85 vittime della strage di Bologna e ai loro familiari. E' ignobile il fatto che nessun ministro e viceministro sara' presente, a Bologna, il prossimo 2 agosto per commemorare le vittime. In trent'anni non e' mai accaduto. Dopo le gravi assenze del ministro Alfano, a Palermo, in occasione delle commemorazioni della strage di via D'Amelio e quella del ministro Maroni, a Roma, in occasione della festa della Repubblica, dove sfilavano i suoi uomini, arriva un altro insulto al Paese, alle istituzioni e ai suoi morti innocenti". E' quanto afferma in una nota il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando.

Raisi: "Evitare il 2 agosto è giusto".
Il deputato Raisi: "Tutti ormai hanno capito che il 2 agosto è un appuntamento non tanto per ricordare ma che serve a minoranze di poco conto per esprimersi con fischi e trombette. Evitarlo è cosa buona e giusta". Insiste sulla bontà della pista palestinese ed evoca legami con le brigate rosse ("il figlio di Moro doveva incontrare Carlos in Sudan"), torna poi ad affondare l'ipotesi di allungare il segreto di stato.